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Schioppettino di Prepotto

Lo Schioppettino di Prepotto, conosciuto in passato anche come Ribolla nera o Pocalza, nasce, anzi rinasce da una scoperta e da una successiva visione e da una insurrezione.

La sua riscoperta la dobbiamo a Mario Soldati che nel 1970, enovagando per la nostra regione, scopre lo Schioppettino al quale dedicherà un capitolo in “Vino al vino” intitolato: “virtù sconosciuta di un unicum armoniosamente esplosivo”. “Lo Schioppettino è un vino rarissimo - scrisse - Lo si pigia, con uve del suo vitigno, soltanto ad Albana di Prepotto sulle rive dello Judrio. Rosso con riflessi marrone. Di corpo e armonico. Amaro giusto. Ma niente gusto erbaceo, un grande vino, con una grazia tutta sua particolare. (…) Ogni cosa intorno (…) si accorda magicamente al profumo, al gusto, alla rarità dello Schioppettino: un solitario senza macchia”.

La visione è quella di Walter Filiputti, vignaiolo e oggi giornalista e autore, che nella vendemmia del 1977 scelse di nobilitare questo vino dal passato storico importante e quasi dimenticato. Propose una vinificazione sul modello della Borgogna e un affinamento – prima volta per una varietà autoctona del Friuli Venezia Giulia - in barrique. Una scelta coraggiosa che ottenne il meritato successo: lo Schioppettino divenne il capostipite di un nuovo modo di intendere il vino che guardava all'eleganza e alla sua valorizzazione, pronto per farsi spazio, da protagonista, anche nella ristorazione più ricercata.

L'insurrezione è quella dei cittadini del piccolo Comune di Prepotto, a difesa del vino simbolo della propria cultura, contro leggi che ne stavano gravemente minando il valore storico e la diffusione. Lo Schioppettino, assieme al Pignolo e al Tazzelenghe, non era stato iscritto tra le varietà autorizzate: era soggetto a estirpo e a multe ed era destinato quindi alla scomparsa. Il 9 gennaio del 1977 il Comune di Prepotto - allora l'unico territorio di coltivazione - convocò il Consiglio comunale in seduta straordinaria: sotto la guida illuminata del Sindaco Bruno Bernardo, delle motivazioni presentate da Walter Filiputti, e grazie all'impegno profuso dai Nonino con il loro Risit d'aur (barbatella d’oro), vennero riabilitati l'8 marzo del 1978 (reg.to CEE 486).

Come scrive Walter Filiputti: "Era stato gettato il seme affinché germogliasse tra i vignaioli locali la nascita del cru o sito d’eccellenza di Prepotto. Che si sarebbe compitamente realizzato nel 2008, quando gli venne dedicata la sottozona Schioppettino di Prepotto, all’interno della più ampia Doc Friuli Colli Orientali. Da allora furono numerosi i vignaioli che ripresero a produrre questo splendido autoctono innalzandone, vendemmia dopo vendemmia, sia la qualità percepita sia il prestigio, ma soprattutto prendendo coscienza di possedere un inestimabile patrimonio che era doveroso valorizzare".

Schioppettino di Prepotto

Friuli Colli Orientali. DOC

 

Uva
Schioppettino

Descrizione
Vino gentile dai toni speziati con un'ottima persistenza aromatica.
Varietà autoctona per eccellenza, citata già dal Rovasenda nella sua Ampelografia del 1877, si distingue per la sua classe, la sua eleganza, le sue pennellate di sentori speziati. Tanto da definirlo il Pinot Nero friulano. Nel 2008 è stata costituita la sottozona dello Schioppettino di Prepotto – all’interno della Doc Friuli Colli Orientali - consacrandolo a vero e proprio grand cru. Una zona – la conca di Albana e Prepotto - che era in gran parte vitata, come si evince da un documento del 1282, citato da Giuseppe SIRCH in una pubblicazione del 1910. Anche nella Classificazione dei vini della Contea di Gorizia del 1787, Albana che era territorio asburgico era inserita nella II Classe: una delle migliori!

Esame organolettico
Colore. Rosso rubino con tonalità leggermente granate.
Profumo. Si presenta con note di frutta rossa di sottobosco matura, con note speziate d’incenso, pepe e chiodo di garofano.
Gusto. Lo Schioppettino è vino che fa della finezza e dell’eleganza i suoi segni distintivi. Un rosso gentile e purtuttavia capace di arrivare ad un’ottima complessità grazie ad un prezioso equilibrio tra olfatto e gusto. Lo conferma la sua ottima persistenza aromatica in chiusura che riprende i toni speziati.

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